• Fondare una scuola – 1°parte

    by  • 6 agosto 2011 • Educazione e scuola • 0 Comments

    Dato che da quando abbiamo aperto il sito abbiamo avuto decine di segnalazioni, richieste di aiuto, semplici chiacchierate con persone che stanno aprendo scuole, gruppi gioco e con homeschoolers da ogni parte d’Italia abbiamo deciso di condividere alcune delle nostre riflessioni ed esperienze maturate in queste anni.

    In questo momento storico stiamo assistendo ad un fenomeno in costante aumento, l’homeschooling , ovvero la scelta da parte dei genitori di occuparsi personalmente dell’istruzione dei propri figli. Quando questa decisione viene presa non per motivi ideologici e religiosi crediamo che possa considerarsi una sorta di disobbedienza civile di Ghandiana memoria. Il destino dona sempre più raramente  ai fanciulli degli insegnanti completamente innamorati del proprio lavoro che riescono a guadagnarsi la fiducia dei genitori e l’amore degli alunni nonostante tutte le difficoltà di ordine economico, burocratico e relazionale che al momento affliggono tutte le scuole italiane. Davanti alle storture di un sistema che ha reso le scuole sempre più simili a carceri nel senso di luoghi di costrizione e punizione ci sono genitori che non si rassegnano all’esistente e trovano il coraggio di non confondere la realtà con la verità. Nel momento in cui la decisione viene presa e cercano in rete notizie e informazioni su questa scelta rivoluzionaria  accedono ad un vero e proprio mondo. Può allora accadere che si formi un gruppo che animato da uno spirito comune decida di dare avvio ad una libera iniziativa educativa.

    CHI SONO COLORO CHE SI AVVICINANO A UNA LIBERA INIZIATIVA IN CAMPO EDUCATIVO?

    Con la consapevolezza che tutte le schematizzazioni sono assolutamente parziali e limitano le innumerevoli particolarità di ogni essere umano abbiamo voluto comunque farlo a titolo orientativo.

    MOTIVI PRO CONTRO
    Ideali – Sociali -         Grande spirito di collaborazione.-         Capacità di ascolto.-         Tendenza all’integrazione con le realtà pubbliche.-         Capacità critica.-         Senso pratico. -         Tutto deve essere deciso secondo criteri democratici ma la Verità non è sempre decisa da una maggioranza.-         Rischio visione materialistica o eccessivamente sociologica.
    Culturali – Spirituali -         Visione molto ampia dell’essere umano.-         Accesso a pedagogie che includono la visione spirituale dell’uomo-         Grande immaginazione e inventiva. -         Rischio di dogmatismo e fondamentalismo.-         Manierismo.-         Stravaganze.-         Poco senso pratico.-         Poco ascolto.

    -         Chiusura verso il realtà istituzionali e pubbliche.

    Figli in difficoltà -         Grande abnegazione-         Spirito di sacrificio-         Grande investimento emotivo e materiale.-         Grande disponibilità -         Scarsa capacità critica sull’esperienza.-         Difesa ad oltranza dei propri figli.-         Astio nei confronti del mondo.-         Paura

    RAPPORTI INTERNI

    I membri del gruppo di iniziativa si riconoscono tra di loro e all’inizio l’accesso a questo gruppo non può essere aperto a tutti in maniera democratica. Il germoglio è ancora molto delicato e ha bisogno di essere protetto, solo in questo modo potrà crescere. In questa fase è possibile che si avvicinino tante persone animate da impulsi fortemente egoistici o in grande stato di bisogno e per questo il gruppo necessita di essere molto accorto nel valutare coloro che desiderano entrare nel nucleo operativo.

    La comunicazione tra i membri del gruppo deve essere diretta ed esplicita. Il politicamente corretto, la paura di offendere o di urtare la sensibilità altrui sono degli ostacoli che all’inizio dell’iniziativa possono rivelarsi letali.

    L’improvvisazione e l’audacia in questa fase risolvono la maggior parte dei problemi. La capacità di adattarsi è necessaria per affrontare i continui cambiamenti e imprevisti che all’inizio sempre coinvolgono l’iniziativa.

    I membri del gruppo si sentono come una grande famiglia. Le vicende delle vite private diventano parte integrante dei rapporti tra le persone. Il senso di appartenenza al gruppo lenisce il senso di solitudine che in genere si provava prima dell’avvio dell’iniziativa. Si ha la sensazione che uniti si può raggiungere ogni obbiettivo, si vola sulle ali dell’entusiasmo (en-theos, essere in Dio).

    RAPPORTI ESTERNI

    RAPPORTI CON NUOVI GENITORI: I pionieri sono completamente rapiti dall’iniziativa e comunicano a chiunque ciò che stanno portando avanti. Il rischio è quello di apparire senza senso critico ed eccessivamente insistenti. È bene ricordare che si può imbandire una tavola ma non si può costringere nessuno a mangiare. Creare aspettative eccessive è sempre controproducente, ogni rosa ha le sue spine. Sincerità e di equilibrio alla lunga pagano. L’importante è mettere l’accento sulle proposte più che sulle critiche al mondo pubblico e privato. È fondamentale avere molto tatto con persone ad alto bisogno emotivo o con figli portatori di esigenze particolari, saper dire di no in alcuni casi salva l’intera esperienza e tutela le persone da irrealizzabile promesse.

    RAPPORTI CON ASPIRANTI EDUCATORI: Ci sono molte persone che si avvicinino a metodi di insegnamento non convenzionali ma si possono incorrere in persone poco stabili, poco umili e poco preparate. Esistono persone affette dalla sindrome Marchese del Grillo: “Perché io so io e voi non siete un…” e persone buoniste ad ogni costo. L’educatore sta come la virtù, nel mezzo tra questi estremi. Saper lavorare in gruppo fa in ogni caso la differenza.

    RICERCA DI UNA SEDE: La sede può anche essere provvisoria, bisogna sempre ricordarselo. All’inizio è importante che non fagociti le risorse che in genere all’inizio sono sempre poche. È anche importante valutare gli aspetti legali legati all’abitabilità, destinazione d’uso ecc.

    COMUNICAZIONE: La comunicazione attraverso il passaparola è quella nel breve più efficace e che garantisce maggior controllo. Ad oggi però non si può e non si deve prescindere dall’uso delle nuove tecnologie. Un grande consenso sul web può portare protezione e risorse inaspettate al progetto.

    RAPPORTI CON IL QUARTIERE: Trovare i referenti nel quartiere, nei comitati, nelle associazioni, consulte è importante per la valenza pubblica dell’esperienza. È inoltre importante osservare le potenzialità del luogo sia quelle naturali che umane. Un parco, degli artigiani possono dare un enorme valore aggiunto all’esperienza formativa dei bambini.

    RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI: Non bisogna temere le istituzioni, non bisogna nascondersi ad esse e non c’è bisogno di rivolgersi a loro con il piattino delle offerte in mano. Tantomeno ci si può aspettare da loro alcun aiuto, se arriva meglio ma sarebbe pericoloso farne eccessivo affidamento. Fondamentale è non andare alla ricerca di esponenti politici solo di questo o quel partito, l’iniziativa è pubblica non schierata e non catalogabile. La neutralità tutela e rafforza il progetto.

    FUNDRAISING: Il denaro che arriva a sostegno dell’iniziativa è denaro di donazione per il bene e il futuro delle nuove generazioni. L’esperienza si meriterà denaro solo se agirà per il bene comune e non solo per quello dei figli dei promotori del progetto. La gente riconosce l’egoismo, la gente riconosce l’altruismo.

    SEGNALI DI FINE FASE

    Le persone che si avvicinano sono numerose. Lo spazio dove svolgere le attività diventa troppo ristretto. Arrivano diverse richieste di lavoro. Perdita di entusiasmo. Nervosismo. Si pone molta attenzione all’efficienza. I rapporti diventano formali. Si richiede più spazio per la democrazia. Mancanza cronica di denaro per crescere. Debiti e problemi legali (multe, vertenze sindacali). Alcuni pionieri diventano particolarmente antipatici!

    I problemi suggeriscono che si è pronti per passare ad una nuova fase.

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