Community School
“La comunità che educa”
PREMESSA
Viviamo in un tempo di grande crisi e cambiamento. I paradigmi che hanno retto la vita sociale degli ultimi decenni stanno radicalmente cambiando mettendoci davanti al bisogno di incamminarci su sentieri nuovi alla ricerca di nuove soluzioni. Il predominio della sfera economica su quella giuridica e culturale detta una strategia fatta di tagli lineari alla spesa non risparmiando alcun settore tantomeno quello della scuola. La situazione della scuola pubblica statale è sotto gli occhi di tutti e le reazioni sono quasi esclusivamente di rabbia e di impotenza.
Questa situazione dà la possibilità a tutti coloro che negli ultimi anni hanno lavorato per un pluralismo culturale all’interno della scuola di poter e dover fare un passo in avanti e trovare il coraggio di intraprendere una scelta più radicale che vada a liberare energie, idee, progetti per troppo tempo soffocati dalla paura di uscire dai canoni istituzionali. Se prima la scelta non statale poteva apparire (a volte non a torto) meramente ideologica, oggi comincia ad essere percepita anche come una strategia di sopravvivenza dall’organismo statale sempre più agonizzante. Se fino a qualche anno fa l’istituzione statale se pur in difficoltà incuteva ancora rispetto e timore, sempre più persone oggi si staccano senza grossi traumi dalla sua pseudo tutela. Un esempio palese è il costante aumento del fenomeno delle homeschooling o scuole parentali che seppur ancora marginale in termini numerici comincia ad acquistare peso nella coscienza collettiva.
COS’È LA COMMUNITY SCHOOL
La community school è la comunità che educa. La comunità che prende coscienza delle sue risorse culturali, artistiche, artigianali, sociali, terapeutiche ed economiche mettendole a disposizione dei bambini e ragazzi per poterli educare liberi dai troppi condizionamenti dettati dallo status quo assumendosi così fino in fondo l’impegno del dettame costituzionale art. 30: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”, che pone al centro del processo educativo gli uomini e non le istituzioni.
La community school mira, insieme alle organizzazioni affiliate, di risvegliare promuovere e sostenere la vita delle comunità: siano essi quartieri di grandi città, cittadine o piccoli paesi.
Nella community school ci sono degli organi indipendenti, ognuno responsabile di determinate funzioni. Ogni organo è autonomo e si relaziona con gli altri organi in maniera collaborativa rispettando le funzioni specifiche di ognuno.
- Il COLLEGIO DEGLI EDUCATORI è responsabile e promotore delle attività didattiche nonché quelle di ricerca e studio. Coordina le risorse culturali – artistiche del territorio e si fa garante della loro validità all’interno del progetto pedagogico. Promuove, sostiene e approfondisce il lavoro di Autoeducazione. È il coordinatore di “Officine Didattiche”: un lavoro di aggiornamento permanente sulla pedagogia e didattica. Il collegio degli educatori e responsabile del servizio di “CONSULENZA PEDAGOGICA”: lavoro di prevenzione e cura dei problemi dello sviluppo fisico, emotivo, relazionale e dell’apprendimento. Si occupa della formazione di nuovi educatori. Fornisce sostegno alla della rete dei volontari. Il collegio si occupa della divulgazione delle ricerche attraverso iniziative editoriali, convegni, internet.
- L’ASSOCIAZIONE GENITORI anima la vita sociale della scuola e promuove iniziative di arricchimento culturale, di solidarietà, di supporto per bambini e ragazzi all’interno del sistema scolastico statale. Si pone come punto di ascolto dei bisogni dei genitori del territorio.
- Il CONSIGLIO DIRETTIVO è composto da rappresentanti dei genitori, un gruppo delegato dal collegio degli educatori e da membri di realtà economiche interessate a sostenere il progetto. Si occupa dell’organizzazione, dei rapporti istituzionali e legali, della sfera economica, di intessere relazioni con le scuole statali, private, cooperative, associative o familiari.

Bravi!!!!!!!!! finalmente si comincia a stare davvero dalla parte dei più piccoli e delle loro famiglie!
bravi davvero e GRAZIE!!!!!!!!!!!
P. S. vi chiederò sicuramente aiuto e consulenza per l’attuazione di un progetto analogo qui dalle mie parti
A presto
Daniela
Grazie Daniela per l’incoraggiamento, ti facciamo gli auguri per la tua iniziativa. Contattaci quando vuoi, stiamo avendo diverse richieste in varie parti d’Italia. Cercheremo di condividere i nostri errori e le nostre esperienze, in modo che l’idea di scuola possa continuare a crescere attraverso un lavoro colettivo di ricerche e sperimentazioni.
il mio sogno, creare una scuola come questa