Qual è l’obiettivo della scuola?
6 lug
Qual è l’obiettivo della scuola? Provate a porre questa domanda ad un numero sufficientemente grande di persone e troverete molte risposte diverse, a volte in netto contrasto le une con le altre. Queste risposte riflettono le idee, le aspettative, i bisogni delle persone ma tendenzialmente vedono la scuola in senso utilitaristico, come il luogo dove si diventa lavoratori, consumatori, se va bene dirigenti, nella forma già più filosofica cittadini. Spesso però dietro molte di queste risposte aleggia una domanda latente: come la scuola aiuterà mio figlio a trovare un posto di lavoro che soddisferà i suoi bisogni?
Aver trasformato il lavoro dell’uomo in uno stipendio in maniera tale che a quasi più nessuno sorga il dubbio della sua veridicità è una delle peggiori sventure dell’umanità.
È convinzione diffusa che conoscenza è potere ma quasi sconosciuta è l’ultima parte del detto, ovvero che potere è responsabilità. Chi arriva al potere ignorando la vera sua missione che è quella del servizio rimane impigliato inesorabilmente nelle maglie dell’egoismo e gli effetti di questo tipo di educazione sono sotto gli occhi di tutti.
Tony Buzan
9 giu
Nella nostra società si tende a sovrastimare, per esempio, la letteratura e la matematica rispetto alle materie artistiche e artigianali. Già dalla scuola elementare si minimizza sulla necessità che il bambino ha di esprimersi a livello grafico- pittorico o nelle materie manuali.
Tony Buzan, fin da bambino, è stato giudicato un bambino inadatto ad apprendere, dal rendimento mediocre e questo marchio lo ha accompagnato fino all’Università! Il creatore delle Mappe Mentali, uno strumento di lettura ed accesso all’essere umano, alle straordinarie capacità del cervello di pensare, creare, organizzare, studiare, ecc., racconta come a scuola, da piccolo, si sentisse confuso e molto demotivato dai commenti dei suoi insegnanti. Si poneva tre domande, e proprio per rispondere a queste domande che è iniziato il suo viaggio e la sua ricerca, fino a dedicare tutti gli anni della sua vita allo studio dei processi dell’intelligenza.



